Anonymous asked:
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vorrei che questo dolore nel petto se ne andasse, invece non fa che aumentare, ogni momento di ogni giorno.
Non devi fidarti di nessuno, le persone sono passeggere.
sametyilmaztemel answered:
Non era una di quelle classiche storie d'amore smielate.
Era l'amore di un estate, veloce, intenso, forse troppo tanto per essere definito tale.
Era l'estate dei miei quindici anni, avevo tanti programmi in mente.
Feste, alcolici, viaggi, scappatelle, scampagnate, amici.
Era l'estate dei miei quindici anni quando lo conobbi.
Lo vidi in aereoporto per la prima volta.
Alto, biondo, con gli occhi azzurri tendenti al grigio.
Ci fissammo per qualche frazione di secondo,
ci eravamo scelti già dal primo istante.
Inizia così la mia breve storia d'amore.
Ci sono bastati solo tre giorni per capirci, comprenderci e sceglierci definitivamente.
Tre giorni di sguardi, niente contatto fisico, solo sguardi.
Il terzo giorno finì con il nostro primo bacio, seduti sulle scale, con il tramonto alle spalle.
Ogni giorno era un passo verso l'altro, una scoperta, i baci al sapore di fumo, il tenersi per mano, l'addormentarsi insieme, l'affezionarsi piano piano, i segni sul corpo.
Sapevamo che la fine era vicina, infatti arrivò prima del previsto.
Un ultimo bacio, un ultimo sguardo che parlava da se “non lasciarmi andare, ti prego.”
Siamo finiti così tra le lacrime di un addio mai pronunciato.
Siamo iniziati, in una calda giornata d'estate, tra diversi sguardi pieni di emozione e voglia di scoprirci e siamo finiti allo stesso modo, semplicemente con uno sguardo ma stavolta pieno di dolore.
Lasciamo perdere i compromessi, lasciamo andare le sveglie alle sei, le notti insonni, le candele troppo accese fino a diventare troppo spente, le persone senza senso, gli amici che se ne vanno, tutto quanto! Lasciamo perdere anche l'amore, perché all'amore ormai non ci crede più nessuno. Lasciamo perdere e sorridiamo finché non ci stanchiamo! Chi è felice ha il mondo nelle mani, lascia che sia la felicità a trascinarti in salvo.
Non è la rabbia ad uccidere i rapporti, ma la stanchezza. Se mi arrabbio, ci sono. Se mi arrabbio, ti penso. Se mi arrabbio, mi sei dentro. Ma, se mi stanco, mi spengo. Se mi stanco, sono altrove. Se mi stanco, mi hai perso.
La verità
è che vorremmo tutti
una persona
che ci metta al primo posto,
che ci capisca solo dallo sguardo,
che nota i piccoli dettagli,
i nostri cambiamenti d'umore.
L'amavo non per il suo modo di ballare con i miei angeli, ma per come il suono del suo nome poteva mettere a tacere i miei demoni.

